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Storia del materasso

Camera da letto di Van Gogh

L'evoluzione del letto

Il letto nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni stilistiche e strutturali, attue al miglioramento del riposo, alla comodità per consentire un riposo migliore. Va inoltre ricordatoo che l'uso del letto, oltre a serivere per dormire e riposare, era usato nell’antichità anche per altri utilizzi, come i banchetti tipici romani, per questo il letto veniva chiamato "triclinare", in quanto collocato nel "triclinio", la sala da pranzo dell’antica casa romana.

Le tipologia di letto

Esistono diversi tipi di letti, iniziando dai letti a piazza singola (o letti a una piazza), letti matrimoniali, letti a castello, già presenti da molto tempo, abbiamo anche letti più "tecnologici", come i letti con materasso ad acqua, letti in lattice, letti con reti ortopediche e tanti altri.
Vediamo ora come si sono evoluti nella storia.

Storia del letto e del materasso

La storia del letto come mobile vero e proprio iniziò nel medioevo, in cui esso assunse una struttura monumentale, fu arricchito da intagli ed intarsi e si diffuse il baldacchino, sorretto da pilastri e ricoperto da tendaggi.
Il fusto era costituito da un pesante telaio, composto da traverse di legno incastrate agli angoli a tenone e mortasa.
Il giaciglio era spesso sormontato da un grande pezzo di stoffa teso sopra un archetto: lo "sparviero".
Alcuni fusi signorili erano bordati di balaustri o di fusi torniti.
Questa struttura ebbe seguito nei secoli successivi, favorendo l’uso di tendaggi preziosi ed altamente decorativi.
I decori mantennero i riferimenti al repertorio classico, greco e romano, a cui si aggiunsero però incrostazioni in oro, argento e madreperla di influenza bizantina.
Il letto si trasformò, così, nel modello a due spalliere, con gambe molto alte lavorate al tornio e talvolta anche con la fascia di contenimento del telaio composta da teorie di colonnine tornite.

Nel Rinascimento, i letti da centro divennero veri e propri monumenti scolpiti con pilastri a forma di colonne o cariatidi.
Il fondo del letto semplice poteva comporsi di alcune assi affiancate l’una all’altra ; si costituiva così una tavola da appoggiare su una coppia di cavalletti.
Questa soluzione, alla fine del '400, apparve antiquata e quindi venne riservata solo agli ambienti più poveri.
I letti di struttura semplice erano privi di grandi testiere ed erano noti come "couche", si trattava di letti secondari che potevano essere riposti sotto un letto più grande.
Se muniti di rotelle venivano utilizzati dai servitori del personaggio importante.
Un altro tipo di letto era quello collocato nella nicchia della parete, con dei tendaggi che lo nascondevano completamente ma, che non ebbe in Italia una grande diffusione perché considerato troppo chiuso.
Poi vi era la lettiera, ossia un mobile massiccio che dominava tutta la stanza.
Ricordiamo, ad esempio, la lettiera selvatica, costruita in castagno non trattato, e versioni più elaborate con decorazioni intagliate, intarsiate, dipinte o dorate.
Questa si distingueva dai letti semplici per l’alta testiera, avente una cornice massiccia sporgente e delle mensole su cui collocare degli oggetti.
Alla lettiera si collegavano delle panche, o cassoni, posti sulle fiancate, che potevano aprirsi e contenere oggetti.
Su queste panche ci si poteva sedere per conversare, oppure poggiare il necessario per gli spuntini o per le altre esigenze notturne.
Le cortine erano presenti su tutti i letti e venivano appese con ganci murati nel soffitto o nelle pareti.
I letti ordinari erano in pioppo, legno che, quando è appena tagliato, si presenta di un colore chiarissimo.
Il castagno veniva utilizzato per letti ancora più semplici ; invece, quelli più importanti erano in abete, pino, noce ed altre essenze tipo il brasilietto e l’ebano.